I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – 9* Rapporto CRC


Che cos’è il Rapporto CRC?

Il Gruppo CRC è formato da 91 realtà associative che si occupano della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. E il Rapporto, arrivato appunto alla sua nona edizione, racconta ciò che emerge dalle attività di monitoraggio rispetto all’applicazione della Convenzione.

Quest’anno, inoltre, ricorre un anniversario importante, il 27 maggio 1991 con la Legge 176/1991 l’italia ha ratificato nel nostro Paese la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia.

In questi 25 anni la fotografia degli adolescenti e in generale dei minorenni italiani è cambiata notevolmente: dal nuovo approccio all’eduzazione e formazione, dall’arrivo delle nuove tecnologie e della Rete nella nostra vita quotidiana, fino alla crisi che, purtroppo, spinge in basso l’età di disoccupati e ragazzi che abbandonano scuola e formazione. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano,  e non sono inseriti in un percorso di formazione. L’Istat ne ha contati addirittura 2 milioni nel 2014, circa il 24% dei giovani tra i 15 e i 29 anni.

L’adolescenza è certamente uno dei focus importanti del Rapporto di quest’anno, considerando anche l’ambiguità legislativa che difficilmente dà una definizione di questo periodo compreso tra l’infanzia e l’età adulta.

Turismo sessuale e pedofilia

Ricca anche la parte riguardante il tursimo sessuale a danno di minori, lo sfruttamento sessuale commerciale e il monitoraggio sui fenomeni di pedofilia e pedopornografia.

Il quadro appare quello descritto, purtroppo, molte volte: un monitoraggio non adeguato, integrato, con dati incompleti e spesos non comaprabili, fenomeno comune ai diversi aspetti della tutela dell’infanzia.

A questo si associa la carenza di una cooperazione internazionale proprio riguardo a questi reati. Purtroppo, ancora non esistono banche dati comuni, ancora difficile la prevenzione, soprattutto in caso di recidiva, e fortissimo il fenomeno della corruzione, per annullare o ridurre le pene, anche in caso di flagranza di reato.

Nonostante questo, si registra un aumento della sensibilità degli operatori e del comparto delle aziende turistiche, anche grazie all’opera di informazione e formazione che fanno molte Associaizoni come Ecpat Italia.

Per quanto riguarda pedofilia e sfruttamento sessuale dei minori, si registra ancora un vuoto di monitoraggio, mentrre l’arrivo della Rete Internet e delle tecnologie digitali in maniera sempre più massiva apre nuovi scenari, dall’adescamento onlinie, fino al fenomeno del sexting tra adolescenti.

L’aspetto che emerge forte da questa prima analisi del rapporto è la necessità di

  • Adottare il PIANO NAZIONALE INFANZIA
  • Redigere un Piano Nazionale di Prevenzione e Contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori, come previsto dagli impegni presi dall’Italia nei 3 congressi Mondiali (Stoccolma 1996, Yaokohama 2001, Rio de Janeiro 2008 ), come sostenuto in ogni sede da Ecpat Italia.
  • Coordinare azioni specifiche e progetti nazionali per il coinvolgimento di scuole, istituzioni, associaizoni

Nei prossimi gironi avremo modo di approfondire quanto emerge dal Rapporto per le tematiche strettamente legate ad Ecpat Italia Onlus, intanto qui potrete trovare il rapporto completo e scaricabile.