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F.A.Q. - Frequently Asked Questions

La risposta alle domande più frequenti poste a ECPAT-Italia


Cos'è lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali (SSCM)?

"...è una violazione fondamentale dei diritti dei bambini. Comprende l'abuso sessuale da parte di un adulto e una retribuzione in natura e/o in denaro corrisposta al bambino o a terze persone. Il bambino viene trattato sia come oggetto sessuale sia come oggetto commerciale. Lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali rappresenta una forma di coercizione e violenza esercitata nei loro confronti ed equivalente ai lavori forzati ed a una forma di schiavitù contemporanea".
(definizione tratta dalla Dichiarazione di Stoccolma del 1996)

Lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali consiste in tutte quelle pratiche che minacciano, degradano e in molti casi compromettono la vita dei bambini. Le tre principali, e tra loro collegate, forme di sfruttamento sessuale a fini commerciali dei minori sono: prostituzione, pornografia e traffico a scopi sessuali. Altre forme di sfruttamento includono il turismo sessuale a danno di minori e i matrimoni precoci.

Nel 1996 i rappresentanti dei governi di 159 paesi, insieme ad organizzazioni non governative, UNICEF ed altre agenzie dell'ONU si sono riuniti a Stoccolma, impegnandosi per un'alleanza globale contro tali forme di sfruttamento. Il Piano d'Azione sottoscritto impegnava in un maggior coordinamento e cooperazione, misure di prevenzione, rafforzamento della protezione e riabilitazione.

Purtroppo la Dichiarazione e il Piano d'Azione di Stoccolma non sono documenti legalmente vincolanti. Tuttavia, diverse convenzioni internazionali che contengono articoli sulla protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale a fini commerciali, sottoscritte da diversi Stati, sono vincolanti sul piano legale. La più nota è la Convenzione ONU sui diritti dell'Infanzia del 1989, ratificata da tutti gli stati membri dell'ONU tranne che da USA e Somalia.

In particolare l'art. 34 stabilisce che “gli Stati devono prendere tutte le misure necessarie per prevenire:

  1. l'induzione o la coercizione di un bambino al fine di coinvolgerlo in attività sessuali illecite;
  2. lo sfruttamento dei minori nella prostituzione e in altre pratiche sessuali illecite;
  3. lo sfruttamento dei fanciulli in spettacoli e materiali pornografici".

Nel 2000 è stato adottato un Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dell'Infanzia sulla vendita dei minori, la prostituzione e la pornografia minorili. L'Italia ha ratificato il protocollo nel marzo 2002.

La Convenzione ILO n. 182 sulle Peggiori Forme di Lavoro Minorile include tra queste pratiche lo sfruttamento sessuale a fini commerciali. Questa convenzione, destinata a tutti i soggetti minori di 18 anni, delinea programmi d'azione per i Paesi aderenti, per l'eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile nel mondo.

Di seguito le altre convenzioni ONU contenenti riferimenti allo sfruttamento sessuale dei minori: la Convenzione per la Soppressione del Traffico di Persone e lo Sfruttamento della Prostituzione Altrui (1949), la Convenzione per l'Eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne (1979), la Convenzione contro il Crimine Transnazionale Organizzato (2000) e i suoi Protocolli Aggiuntivi.

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Cos'è la prostituzione infantile?

"...è l'uso di un bambino in attività sessuali in cambio di retribuzione o di qualsiasi altra forma di compenso".
(definizione tratta dal Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia)

Lo sfruttamento sessuale minorile attraverso la prostituzione è un fenomeno antico ed esteso su scala mondiale (vedi le stime). Eventi recenti come la crisi dei mercati asiatici del 1997 e la transizione dell'Est Europa verso il libero mercato hanno aggravato il problema.

La prostituzione minorile può essere legata sia alla domanda locale che alla domanda estera. La domanda locale è sempre esistita in ogni luogo ed è oggi un fattore significante. La domanda estera è numericamente meno significativa. Tuttavia molti degli sforzi per combattere lo sfruttamento sessuale minorile nei paesi in via di sviluppo si sono concentrati proprio sugli abusi commessi dagli sfruttatori stranieri.

Due sono le ragioni:

  1. La forza economica e sociale dello sfruttatore straniero è enormemente superiore a quella del fanciullo;
  2. Lo sfruttatore straniero ha la possibilità di lasciare facilmente il paese dove ha commesso il reato e quindi di sfuggire a possibili provvedimenti. Contro questa eventualità, l'uso della giurisdizione extraterritoriale è stata promossa in molti Stati (vedi la mappa).

La prostituzione minorile, tuttavia, è un fenomeno che affligge anche i paesi industrializzati.

In Italia, ogni anno, arrivano centinaia di nuove baby-prostitute. Sono sfruttate all'interno del territorio con immensi profitti per i loro protettori: una volta “svezzate” vengono trasportate nelle capitali europee con passaporti falsi. La mafia, in particolare quella albanese, ha sviluppato un incredibile e oliato ingranaggio di distribuzione delle minorenni. Oggi è diventato quasi impossibile valutare la portata di questo fenomeno e contrastarlo efficacemente, perché le bambine sono costrette a prostituirsi all'interno di appartamenti, club privati e alberghi, non più per le strade. Per ragioni di mercato, e per limitare i rischi di individuazione da parte delle forze dell'ordine, interi gruppi di minorenni si spostano continuamente per l'Italia ogni due o tre settimane. Attualmente la percentuale nota di minorenni sul numero totale delle prostitute in Italia è del 7%, con punte del 10% in alcune zone (fonte: Carchedi F., Tola V. [a cura di] All’aperto e al chiuso. Prostituzione e tratta: i nuovi dati del fenomeno, i servizi sociali, le normative di riferimento Ediesse, Roma, 2008). Il numero complessivo delle vittime note è di 813 (Fonte: Centro nazionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, Relazione sullo stato di attuazione della legge 269/98, 2004). Il dato è sottostimato per l'impossibilità di censire il sommerso, come ad esempio coloro che svolgono l'attività in luoghi privati.

In base al Global Monitoring Report ECPAT del 2006 e al IV Rapporto CRC sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, nel nostro paese è in crescita il fenomeno della prostituzione minorile maschile che coinvolgerebbe soprattutto ragazzi provenienti soprattutto dall'Europa dell'Est, in particolare dalla Romania e dalla Moldova, ma anche dal Maghreb e dall'Africa del Nord.

La prostituzione minorile italiana riguarda invece principalmente bambine/i e ragazze/i appartenenti a famiglie multiproblematiche con condizioni sociali, economiche e culturali fortemente disagiate che utilizzano la prostituzione (in forme coatte) quale strategia di sopravvivenza per sé e per il proprio nucleo familiare; ragazzi e ragazze che occasionalmente e autonomamente si prostituiscono per soddisfare bisogni non primari (acquisto di beni di consumo alla moda o sostanze psicotrope)
(Fonte: IV Rapporto CRC sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia)

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Cos'è la pornografia infantile?

"...ogni rappresentazione (attraverso qualsiasi mezzo) di un minore dedito ad attività sessuali esplicite, concrete o simulate o qualsiasi rappresentazione degli organi sessuali di un bambino per scopi principalmente sessuali"
(definizione tratta dal Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia)

Il materiale pedo-pornografico include fotografie, negativi, diapositive, riviste, libri, disegni, film, videocassette, file e CD-Rom. Generalmente la pornografia che sfrutta i minori viene distinta in due categorie: il soft-core che non è sessualmente esplicito ma implica immagini di bambini nudi e in atteggiamenti seduttivi, e l'hard-core che riproduce immagini di bambini coinvolti in atti sessuali.

Le nuove tecnologie hanno cambiato la natura della pornografia. Videocamere e macchine fotografiche digitali, unite all'utilizzo dei computer e di Internet, hanno reso la realizzazione di questo tipo di materiale, e la sua distribuzione, più economica, facile e rapida.

Tramite la grafica digitale, inoltre, è oggi possibile combinare due o più immagini ottenendone una sola (il c.d. "morphing"), o addirittura distorcere delle figure creandone di assolutamente nuove. Immagini innocue di bambini possono essere manipolate fino a farle diventare pornografiche, senza che vi siano vittime reali (pseudo-pornografia). Questo ovviamente scatena tutta una serie di nuovi interrogativi su questo "crimine senza vittime".

I pedo-pornografi si difendono sostenendo che un'immagine virtuale non può essere illegale. Tuttavia si tratta pur sempre di una violazione della dignità del minore. In ogni caso la pornografia infantile non implica solo la riproduzione di immagini di bambini nudi. Il problema è che esiste un collegamento tra la pornografia infantile, reale o virtuale, e gli abusi sessuali perpetrati realmente a danno di bambini.

Infatti, il materiale pedo-pornografico stimola la fantasia sessuale del pedofilo, ma serve anche a:

  • far credere al pedofilo che il suo comportamento è normale
  • sedurre il bambino e abbassare le sue difese
  • ricattare il bambino
  • conservare immutata l'immagine del bambino abusato
  • stabilire un rapporto di fiducia con altri pedofili
  • avere accesso a "club privati"
  • produrre del materiale a fini commerciali

L'epicentro del commercio del sesso infantile sono gli Stati Uniti, che ospitano il cinquantacinque per cento dei "server provider" con immagini di minori: da comprare per prestazioni sessuali a pagamento, o solo da guardare, sul personal computer oppure su cd, videocassette e fotografie, mentre subiscono atroci violenze. Al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, c'è il Giappone, dove sono gestiti il venti per cento dei provider della pedofilia, poi i Paesi dell'Est con il tredici per cento, infine quelli europei.

I produttori di pedopornografia difendono un giro di affari di migliaia di miliardi annui. Il prezzo delle fotografie in rete varia dai 30 ai 130 euro; i cd con i "cataloghi" dei piccoli in vendita, è offerto a 78-104 euro l'uno; i filmati valgono 260 euro, o molto di più se compaiono scene sadomaso, di violenza estrema, o di rapporti sessuali con animali. Le baby-pornostar telematiche e i baby-prostituti e prostitute di tutto il mondo hanno dai tre ai dodici anni, ma il settanta per cento delle immagini esposte su internet riguarda piccoli che hanno tra i quattro e gli otto anni. E i trafficanti del sesso bambino non risparmiano nemmeno i neonati di quindici, venti giorni.

I governi dei vari stati si stanno mobilitando per combattere il problema della pornografia, promuovendo nuove leggi che puniscono la produzione, la distribuzione, la vendita e, in alcuni casi (vedi l'Italia), il semplice possesso di materiale pedo-pornografico.

ECPAT nel mondo porta avanti a sua volta campagne di protezione dei minori per un uso più sicuro della rete Internet. Anche il settore privato sta svolgendo un ruolo attivo nella lotta alla pedofilia on line. In molti paesi, nuovi Codici di Condotta sono stati approvati dagli ISP (Internet Service Providers) che, come in Gran Bretagna, si sono impegnati a rimuovere prontamente il materiale illegale dalla Rete.

Le hotline sono importanti strumenti per combattere la pedo-pornografia via Internet; svolgono funzioni di monitoraggio e ricevono le segnalazioni degli utenti, mentre i filtri software impediscono l'accesso ai siti non desiderati. In Italia, negli ultimi anni, la magistratura e le forze dell'ordine hanno intensificato le ricerche anche grazie ai "cacciatori di pedofili in rete", un nuovo gruppo della polizia investigativa. Alcune inchieste sono andate a buon fine ed hanno svelato l'esistenza di numerose reti organizzate, anche su scala internazionale. In tutto il mondo sono circa 29.000 i siti denunciati e oscurati dalle polizie internazionali. In rete circolano almeno dodici milioni di immagini di pornografia infantile e i bambini coinvolti sono circa due milioni e mezzo.

In Italia, dal 2007 al 2007, i dati ufficiali della Polizia Postale sono i seguenti:

  • Soggetti arrestati per pedofilia on-line: 187
  • Persone denunciate per pedofilia on-line in stato di libertà: 3.655
  • Perquisizioni: 3.346
  • Siti web monitorati: 256.302
  • Siti web pedofili chiusi in Italia: 155
  • Siti web pedofili segnalati all’estero: 10.376

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Cos'è il turismo sessuale con bambini?

È lo sfruttamento sessuale a fini commerciali attuato da persone che viaggiano dal loro paese d'origine verso altri paesi, solitamente più disagiati, al fine di ottenere prestazioni sessuali da minori.

Il turista sessuale appartiene alle più disparate categorie: può essere single o sposato, maschio o femmina, turista di piacere o in viaggio d'affari. Può essere un pedofilo che viaggia principalmente per questo fine o un semplice turista che non pianifica di avere rapporti sessuali con un minore nel corso del viaggio.

L'anonimato, la disponibilità del fanciullo e la possibilità di sfuggire alle costrizioni morali e sociali che normalmente governano i comportamenti dei cosiddetti “clienti” sono ragioni che possono indurli alla pratica del turismo sessuale. Spesso essi si appellano al fatto che tali pratiche sono culturalmente accettate in quel paese, o addirittura sostengono di aiutare i bambini a procurarsi dei soldi.

È evidente che il turismo non è sinonimo di sfruttamento sessuale minorile; tuttavia coloro che sfruttano i bambini usufruiscono di strutture e facilitazioni offerte dall'industria turistica, come hotel e night-club. Spesso i viaggi a sfondo sessuale vengono organizzati informalmente tramite amici e colleghi, ma non mancano casi di agenti di viaggio processati per aver organizzato tour del sesso.

I gruppi ECPAT nel mondo hanno lavorato con successo in cooperazione sia con i governi nazionali, sia con l'industria turistica per contrastare il turismo sessuale che sfrutta i bambini. Le destinazioni sembrano stare cambiando. Alla luce dei provvedimenti presi in molti paesi dai governi e dall'industria del turismo, i turisti sessuali hanno iniziato a scegliere nazioni limitrofe a quelle un tempo preferite. Il Costa Rica, per esempio, sta divenendo la "nuova Thailandia" dei clienti statunitensi per la facilità di reperire bambini. (Per approfondimenti sul tema, vedi l'indagine esplorativa sul turismo sessuale realizzata da ECPAT-Italia nel 2001).

I Paesi di destinazione privilegiati dal turismo sessuale con minori, secondo la Ricerca ECPAT/Università di Parma del 2001, sono:

  • Bangladesh
  • Brasile
  • Bulgaria
  • Colombia
  • Filippinea
  • Nepal
  • Repubblica Dominicana
  • Sri Lanka
  • Thailandia
  • Ucraina

Altre destinazioni sono Russia, Polonia e Romania.

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Cos'è la tratta di minori a scopi sessuali?

"...il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'accoglienza e l'ospitalità di persone, dietro minaccia di ricorso o ricorso alla forza o ad altre forme di costrizione, o tramite rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità, o dietro pagamento o riscossione di somme di denaro o di altri vantaggi per ottenere il consenso di una persona esercitando su di essa la propria autorità, a scopo di sfruttamento"
(definizione tratta dal Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione ONU sul Crimine Transnazionale Organizzato relativo alla tratta di esseri umani, in particolare donne e minori)

La tratta è un crimine che si fonda sulla compra-vendita e lo sfruttamento di esseri umani sottratti con violenza o inganno dai luoghi di origine, portati in altri paesi e venduti come schiavi. Molte delle vittime della tratta sono rapite da bande internazionali, altre sono vendute dalle proprie famiglie o adescate con false promesse di lavoro.

La tratta è un fenomeno criminale legato alla malavita organizzata, con reti particolarmente estese, che ricava enormi profitti dallo sfruttamento di esseri umani ed è spesso coinvolta in altre attività criminali, quali traffico di droga e di armi. Secondo le stime dell'ONU e dell'Organizzazione mondiale dei migranti, 4 milioni di persone sono vittime di tratta nel mondo e 500.000 entrano ogni anno nel territorio dell'Europa occidentale. Le stime di Save The Children parlano invece di 2,7 milioni, di cui l’80% costituito da donne e bambini - un business con un volume di affari di 32 miliardi di dollari l’anno, pari a quello derivante dal traffico di droga o di armi. In Italia secondo i dati ufficiali, sono 54.559 le vittime di tratta che hanno ricevuto un primo aiuto tra il 2000 e il 2007; quelle che poi hanno aderito a progetti di protezione sono state 13.517, di cui 938 hanno meno di 18 anni. (Fonte: dossier Save The Children, "Piccoli schiavi", 2007).

Il numero delle vittime è in costante aumento così come i flussi provenienti dai Paesi dell'Europa centrale e orientale che vanno ad aggiungersi ai flussi già esistenti originari dell'Africa, dell'America, dei Caraibi e dell'Asia.

In ogni caso, non è più corretto sostenere che il traffico delle vittime si muova dai paesi più poveri a quelli più ricchi. Le rotte variano, infatti, a seconda di fattori locali o a seconda della domanda e dell'offerta, e in molti casi la direzione o il flusso può apparire illogico.

Le donne e i bambini sono i soggetti più esposti a questa forma contemporanea di schiavitù, basata specialmente sullo sfruttamento sessuale. La conseguenza è che le vittime sono private di ogni diritto fondamentale, non dispongono di uno status giuridico e sono ridotte, attraverso minacce e maltrattamenti, ad uno stato di estrema dipendenza dai loro aguzzini.

I bambini possono essere trafficati all'interno del medesimo paese oppure attraverso le frontiere nazionali o internazionali. Il traffico all'interno del paese è meno frequente anche se la sofferenza per le vittime non è per questo minore. I bambini possono essere spostati dalle zone rurali a quelle urbane, in aree turistiche oppure in zone dove dimorano uomini che, per motivi di lavoro, sono lontani dalle loro case (siti petroliferi, cantieri, porti, basi militari). Il traffico attraverso le frontiere può coinvolgere: i paesi di origine (da cui provengono le vittime); i paesi di destinazione (che ricevono i bambini trafficati); i paesi di transito (che costituiscono vie d'accesso ad un altro paese o regione).

Alcuni paesi possono essere considerati sotto tutte e tre le categorie. Il Guatemala, per esempio, può essere considerato un paese di origine, dal momento che molti bambini guatemaltechi sono trafficati nel vicino Messico o negli Stati Uniti. Inoltre è un paese di destinazione per alcuni bambini provenienti da Salvador, Honduras e Nicaragua, e un paese di transito per altri minori trafficati negli USA dai paesi vicini.

Il processo di rimpatrio può anche traumatizzare la vittima della tratta. I bambini trafficati tra diversi paesi e "intercettati" dalle autorità vengono spesso trattati come criminali, o perché la prostituzione in quel paese è vietata oppure perché hanno violato le leggi sull'immigrazione entrando da clandestini. Per questo, prima di essere rimandati ai loro paesi di origine, possono talvolta subire il carcere. C'è anche la possibilità che una volta tornati in patria, essi siano nuovamente puniti in base alle leggi e alla politica dei loro paesi per essere emigrati illegalmente.

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Cos'è il matrimonio precoce?

È il matrimonio contratto con bambini e adolescenti sotto i 18 anni.

La pratica di sposare bambine in età molto giovane è comune sia nell'Africa Sub-sahariana che nell'Asia del sud. Anche in alcune parti dell'Europa e dell'America latina i matrimoni con ragazze sotto i sedici e i diciotto anni sono abbastanza diffusi. Alcune adolescenti vengono costrette con la forza, altre sono semplicemente troppo piccole per poter prendere una decisione cosciente. Il consenso della giovane viene spesso dato da altre persone, senza lasciarle il diritto di scelta. Per questo il matrimonio precoce viene definito anche matrimonio forzato.

Le motivazioni del matrimonio precoce, oltre che di natura culturale, possono essere molteplici. In Uganda, ad esempio, durante la guerra civile, giovani mogli venivano promesse ai soldati come incentivo. Anche la convinzione di evitare, con tali matrimoni, di contrarre il virus dell'HIV può contribuire a protrarre simili tradizioni. Cosi come la povertà e la volontà di proteggere le proprie figlie da possibili ripercussioni, fanno sì che i genitori scelgano per loro un marito adulto e forte, magari un militare (Albania, Somalia).

Molte ragazze costrette al matrimonio precoce rimangono vittime di violenze domestiche. Inoltre, al matrimonio precoce consegue spesso l'abbandono delle stesse mogli. Questo fatto costringe le giovani ragazze ad una condizione di povertà estrema e accresce il rischio che le stesse entrino nel giro della prostituzione.

Contratti come il matrimonio temporale o il falso matrimonio vengono a volte stipulati per eludere possibili controlli ed evitare azioni legali nei confronti di persone che in realtà sfruttano il minore per scopi sessuali. In alcuni paesi il matrimonio precoce viene nascosto da pratiche religiose, ma rimane tuttavia una velata forma di sfruttamento sessuale dei minori. E' il caso delle ragazze Devadasi indiane e Deuki nel Nepal. Oggi in India tali pratiche sono illegali.

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Chi è un bambino?

"Un bambino (o una bambina) è ogni essere umano minore di 18 anni".
(Art.1 Convenzione ONU sui diritti dell'Infanzia)

Questa definizione non si applica laddove le leggi nazionali riconoscano come maggiorenni persone di età inferiore. In alcuni paesi la maggiore età può essere ottenuta sposandosi, con la conseguenza che, nel caso di matrimoni precoci, il bambino/a non viene tutelato fino ai 18 anni.

L'età del consenso è l'età in cui, per legge, un individuo può avere un rapporto sessuale consensuale con un'altra persona.

Essa cambia da paese a paese, e persino all'interno del medesimo; per esempio:

  • in Spagna l'età del consenso è fissata a 13 anni, mentre in Italia è a 14;
  • nelle Maldive è assente una legge sull'età del consenso;
  • in alcuni stati federali, come l'Australia, le normative sull'età del consenso differiscono da stato a stato.

La definizione legale di "bambino" è importante anche per stabilire la punibilità dell'autore di un reato e l'entità delle pene.

Per esempio:

  • le leggi canadesi puniscono chiunque tocchi a scopi sessuali bambini al di sotto dei 14 anni, ma se lo stesso atto viene compiuto a scopi pornografici, l'età della vittima si alza fino ai 18 anni;
  • in Egitto la pena per le molestie sessuali è più severa se la vittima è un ragazzo al sotto dei 21 anni.

Tutto ciò è reso più complesso dal fatto che in diversi paesi le nascite dei bambini non vengono sempre registrate. Inoltre, ricorrendo a carte di identità contraffatte, si può far passare facilmente un bambino per un adulto.

Un bambino può essere un individuo di entrambi i generi. Anche se ciò può sembrare ovvio e non degno di nota, molte delle leggi che dovrebbero proteggere i bambini dallo sfruttamento sessuale si riferiscono solamente alle bambine. Lo sfruttamento sessuale dei ragazzi è di solito ignorato o sottovalutato. In Thailandia, per esempio, ci sono state resistenze a degli emendamenti al Codice Penale coi quali si volevano proteggere dagli stupri e dallo sfruttamento a scopo sessuale tanto i ragazzi quanto le ragazze.

La richiesta di ragazze è la più frequente; tuttavia, è noto che alcuni pedofili viaggiano con lo scopo di avere rapporti sessuali con bambini e ragazzi. Questo accade nello Sri Lanka, in Kenya, nella Repubblica Domenicana, come anche nell'Europa dell'Est.

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Cosa rende i bambini vulnerabili allo sfruttamento sessuale?

La povertà è ritenuta solitamente la prima causa. Tuttavia, nonostante sia un fattore determinante, essa da sola non spiega perché tanti minori siano vittime dello sfruttamento sessuale. Molti bambini provenienti da famiglie povere non entrano nel giro della prostituzione; al contrario, bambini più agiati possono finire nel mercato del sesso. Lo sfruttamento sessuale dei minori è diffuso tanto nei paesi sviluppati, quanto in quelli in via di sviluppo.

Per questo motivo è necessario considerare anche altri fattori:

  • Abusi e trascuratezza verso i bambini
    Si ritiene che l'80% dei bambini sfruttati nell'industria del sesso abbiano sofferto in precedenza di abusi fisici e psichici da parte dei loro familiari, e alcuni addirittura siano stati oggetto di aggressioni sessuali da parte dei loro parenti o amici. Alcuni bambini assistiti nel 1998 dall'International Summit of Sexually Exploited Youth riferiscono che il loro ingresso nel mondo del sesso a pagamento è avvenuto nel momento in cui i genitori hanno rivelato loro di esseri "figli indesiderati". Alcuni considerano l'ingresso nel giro della prostituzione come un grido d'aiuto e una richiesta d'amore.

  • Conflitti armati
    Durante il caos dovuto ai conflitti armati o agli esodi di massa, genitori e figli finiscono spesso per separarsi e molti bambini rimangono orfani. I minori non accompagnati sono più esposti all'abuso e allo sfruttamento sessuale. L'aumento dei conflitti armati nel mondo ha prodotto un numero crescente di bambini prede degli sfruttatori. Numerose scomparse sono avvenute nei campi di rifugio del Kosovo, così come in quelli africani. I minori vengono venduti e trafficati dagli Stati con situazioni di conflitto verso quelli adiacenti relativamente sicuri, ad esempio da Myanmar verso la Thailandia, o dalla Georgia alla Turchia. In Colombia è stato riferito di ragazze intorno ai 12 anni che in cambio di protezione offrivano prestazioni sessuali al personale paramilitare; in Messico sono state trovate due ragazze del Guatemala, sempre di 12 e 10 anni, che si prostituivano per i soldati in una caserma di una città al confine.

  • Consumismo
    In molti paesi sviluppati i minori inseriti nel giro della prostituzione non sono poveri che tentano di sfuggire alla loro condizione di miseria, ma provengono dalle classi medie e sono mossi dal desiderio di ottenere facili guadagni. Sono influenzati dalla pressione delle forti pubblicità, così come dal valore che la stessa società attribuisce ai beni di consumo firmati e costosi. Nelle Fiji, ad esempio, numerose ricerche rivelano un crescente incremento di minori che si prostituiscono durante il periodo delle feste per guadagnare soldi da investire nei regali. Stando ad indagini delle forze dell'ordine italiane, questo fenomeno è abbastanza diffuso anche nel nostro paese.

  • AIDS/HIV
    L'Unicef ha stimato che, entro la fine del 2000, 10.4 milioni di bambini africani di età inferiore ai 15 anni hanno perso i loro genitori a causa dell'AIDS. Terre des Hommes valuta che l'Asia raggiungerà presto l'Africa per numero di infetti in valore assoluto, e questo significa che probabilmente in un futuro prossimo la guida di molte famiglie ricadrà nelle mani degli stessi figli. Orfani o semplicemente bambini oppressi dalla responsabilità di prendersi cura dei loro fratelli più piccoli possono facilmente divenire vittime di sfruttamento sessuale e abusi.

  • Vita di strada
    I bambini di strada si possono trovare in diverse città dell'America Centrale e del Sud. Essi spesso sono costretti a prostituirsi per sopravvivere, e in confronto ad altre forme di prostituzione i loro guadagni sono miseri. A Ciudad Jarez, una città di confine del Messico, i bambini di strada (solitamente tra i 12 e i 17 anni di età) lavorano occasionalmente nel commercio sessuale per la loro sussistenza. Lavorano tramite intermediari che ricevono i compensi e ne danno a loro una minima parte. Alcuna volte questi vengono pagati con droga o con richieste di altri lavori collegati alla pornografia. Situazioni simili si trovano nell'Europa dell'Est. In Romania circa il 5% dei bambini senza casa sono vittime dello sfruttamento sessuale ai fini commerciali.

  • Discriminazione etnica
    In un recente studio sulla prostituzione nella Thailandia del Nord realizzato da ECPAT, i bambini delle 'tribù delle colline' venivano definiti come uno dei gruppi più esposti al rischio di sfruttamento sessuale. Questo perché i thailandesi negano loro molti diritti, come quello allo studio e al lavoro. In una ricerca sullo sfruttamento sessuale a fini commerciali dei minori condotta nel 2000 dal Ministry of Woman, Family Welfare and Child Development delle Mauritius, è emerso che la maggior parte dei minori coinvolti nella prostituzione provenivano da comunità residenti in quartieri malfamati. Queste aree sono occupate principalmente da minoranze 'creole'. Un altro rapporto di Save the Children Canada, anch'esso del 2000, mostra come, sebbene i giovani aborigeni siano solo il 3-4% della popolazione complessiva, in molte località essi costituiscono la maggioranza degli occupati nell'industria del sesso, raggiungendo addirittura il 90%. Le città analizzate mostrano un razzismo diffuso, in grado di distruggere la cultura aborigena e le famiglie, quanto la povertà e il limitato accesso alle strutture costringono i giovani alla prostituzione.

  • Condotta sessuale irresponsabile
    Molti uomini considerano la verginità di una ragazza una discriminante, sia in vista del matrimonio che fuori da esso. Inoltre, esistono diverse leggende e miti popolari sul sesso con donne vergini. In molte regioni dell'Asia, per esempio, alcuni uomini credono che l'avere rapporti sessuali con una ragazza giovane (quindi presumibilmente vergine o con pochi altri partners alle spalle), possa proteggerli dal contrarre l'HIV. Alcuni credono addirittura che questo possa curarli. E ancora, c'è chi crede che avere un rapporto con una ragazza molto giovane, possa restituire giovinezza, donare buona salute, longevità, vigore, successo e fortuna. Molte di queste credenze sono diffuse anche in Africa.

  • Tradizioni e usanze dannose
    In aggiunta alle pratiche già menzionate del matrimonio precoce o forzato, esistono altre tradizioni che rendono i minori vulnerabili allo sfruttamento sessuale. Ad esempio, in alcuni paesi, le figlie delle prostitute finiscono per prostituirsi a loro volta. Questo accade a causa di strutture preesistenti (il sistema di caste) nell'Asia del Sud. Tutto questo può accadere anche per vie informali, come in Messico, a Tapachula, dove vivono alcune ragazze che lavorano nell'industria del sesso, seguendo le orme delle loro madri. Formalmente o informalmente, il risultato rimane tuttavia lo stesso, figlie di prostitute raramente hanno possibilità alternative. In alcuni paesi, lo sfruttamento sessuale dei minori si cela sottilmente sotto alcune pratiche religiose. In Ghana, le bambine, di solito minori di 10 anni, vengono donate ai santuari locali per espiare il peccato nel caso in cui un membro della loro famiglia abbia commesso una colpa. In questa tradizionale pratica, nota come Trokosi, la bambina diviene proprietà del monaco feticista e deve provvedere al suo appagamento sessuale e ad altri lavori per lui. Nel 1998 il Parlamento del Ghana ha criminalizzato tale pratica; tuttavia si stima che nei monasteri ci siano ancora circa 4.500 giovani coinvolte in questa pratica.

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Quali sono le conseguenze dello sfruttamento sessuale sul bambino?

Lo sfruttamento sessuale a fini commerciali di un bambino compromette seriamente il suo sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale.

I maggiori pericoli che i bambini sfruttati devono affrontare sono le violenze di tipo fisico da parte di chi li sfrutta (clienti, trafficanti, protettori). Nel caso in cui si rifiutino di lavorare, vengono puniti con calci, schiaffi, botte, bruciature di sigarette e violenze sessuali, come loro stessi hanno più volte raccontato. I bambini sono, inoltre, maggiormente vulnerabili alle malattie sessualmente trasmissibili, come l'HIV. I danni psicologici non sono facili da misurare, tuttavia non sono meno gravi. Ragazzi sfruttati sessualmente riferiscono di provare vergogna, senso di colpa e di non avere stima di se stessi. Alcuni pensano di non essere degni di essere soccorsi.

Capita che molti abbiano incubi ricorrenti, soffrano di insonnia e depressione, ricorrano all'uso di stupefacenti e tentino il suicidio. La riabilitazione, definita come una ricostituzione dello stato iniziale della vita del fanciullo, è un processo che finora ha raramente raccolto successi. Spesso, infatti, la ricongiunzione del bambino con la famiglia e il ritorno ad una vita 'normale' non bastano, il rischio che la vittima ricada nella vecchia condizione è assai alto.

Il vero successo si ottiene soltanto riuscendo a sottrarre il minore dalla condizione di sfruttamento e facendo in modo che questa non si ripresenti in un futuro prossimo, attraverso:

  • la riconquista dell'autostima e della forza di relazionarsi agli altri;
  • l'allontanamento da "fonti di guadagno" fornite da sfruttatori e clienti;
  • la possibilità di accedere a strutture mediche e di avere informazioni sul controllo delle nascite;
  • la riduzione della dipendenza da sostanze stupefacenti, fino alla guarigione completa.

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Chi è coinvolto?

Una grande varietà di individui contribuisce allo sfruttamento sessuale dei bambini. Tra i molestatori di bambini ci possono essere anche membri della famiglia, i leader della comunità e le reti organizzate del crimine.

Alcuni genitori volontariamente vendono i propri bambini ai proprietari di bordelli o ai trafficanti. La povertà è una delle cause, ma non l'unica: tra le altre, la dipendenza dalla droga, la necessità di occultare casi d'incesto all'interno della famiglia, la discriminazione nei confronti delle figlie o la semplice bramosia di denaro.

Altri membri della famiglia, come i cugini e gli zii, o persone vicine ad essa, come gli amici o i vicini di casa, possono agire per conto di terzi persuadendo i bambini ad entrare nel mercato del sesso o adescandoli lontano dalle loro case. In alcuni paesi i leader della comunità sono indirettamente o direttamente coinvolti. Costoro sono consapevoli della presenza nei loro villaggi di persone che reclutano bambini per il traffico, ma li ignorano per poi ricevere la loro parte di soldi. Organizzazioni non governative del Nepal stanno cercando di conbattere questo fenomeno allestendo un sistema di sorveglianza della comunità, mobilitando più di 13.000 donne del posto e coinvolgendo insegnanti e autorità locali.

La forma più evidente di sfruttamento sessuale di bambini è la prostituzione in strada. Tuttavia la maggior parte dell'industria del sesso minorile opera all'interno del mondo degli affari, come ad esempio nei ristoranti, nei bar, nei club, negli hotel o negli appartamenti privati.

I 'reclutatori' sono spesso degli ex lavoratori dell'industria del sesso. Un volta entrati nel mercato del sesso alcuni bambini sono controllati da 'mezzani' (in alcuni casi un lavoratore della suddetta industria, come un tour operator o un tassista) ed altri operano in maniera autonoma.

È sempre più evidente che le reti del crimine organizzato prendono parte al reclutamento di bambini e di giovani donne nello sfruttamento sessuale a fini commerciali. Le ragioni sono evidenti dal momento che i profitti sono sostanziosi. Si stima che il traffico legato alla prostituzione, controllato e regolato da organizzazioni criminali dell'ex Unione Sovietica, è un'industria multi milionaria nel solo Stato di Israele.

Le triadi cinesi e vietnamite, la Yakuza giapponese, i cartelli sudamericani, le mafie russe ed italiane sono alcune delle più conosciute organizzazioni criminali. Secondo la 'International Organization for Migration' tali organizzazioni tendono a stringere alleanze strategiche sia a livello intercontinentale che locale. Simili reti del crimine organizzato usano l'intimidazione e la violenza per controllare le donne ed i bambini che sono stati trafficati ma anche coloro che cercano di occuparsi di questo problema. Per esempio, in Albania, nonostante si riscontri un problema sempre più crescente ed evidente di traffico di bambini verso e attraverso questo paese, le associazioni che si occupano di bambini esitano a creare un centro per le vittime, per paura di rappresaglie da parte della mafia albanese.

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Cosa si può fare?

I fatti e le cifre di questo fenomeno non ci devono far pensare che la situazione sia senza speranza.

Attualmente ci sono molte persone motivate che operano senza tregua in tutto il mondo nel tentativo di combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali. Possono lavorare individualmente o come soci di un'associazione, in un ufficio governativo o nel tempio di un villaggio; possono monitorare Internet alla ricerca di siti pedopornografici o perlustrare le strade nella speranza di trovare bambini bisognosi di un riparo.

Indipendentemente da chi siano o da che cosa facciano, essi hanno un obiettivo comune e la convinzione che la situazione dei bambini schiavi dello sfruttamento sessuale non è senza speranza. Il lavoro innovativo che è stato già fatto può dare a tutti noi un'ispirazione, soprattutto a coloro che lavorano direttamente con i bambini. Gli educatori possono introdurre nelle scuole programmi finalizzati alla presa di coscienza ed alla prevenzione del fenomeno.

Gli avvocati ed i giudici possono aiutare nella promozione di procedure legali più efficaci che difendano il bambino. I politici e i legislatori possono promuovere politiche e leggi che proteggano gli interessi del bambino. I giornalisti e gli editori possono rifiutarsi di scrivere o pubblicare articoli dai toni sensazionalisti e allo stesso tempo potrebbero usare tutti i mezzi a loro disposizione sensibilizzare la popolazione su questo fenomeno.

I leader del mondo degli affari, religiosi o della comunità possono appoggiare l'istituzione di case d'accoglienza nonché fornire la possibilità ai ragazzi di sviluppare le loro abilità.

Gli agenti di viaggio e i tour operator possono affiggere nei propri uffici manifesti o altro materiale che sostenga la campagna contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. Inoltre possono favorire l'introduzione di un Codice di Condotta a livello nazionale o regionale.

I viaggiatori possono rifiutarsi di usufruire dei servizi dell'industria turistica collegata direttamente o indirettamente allo sfruttamento sessuale dei bambini.

Chi lavora in internet, come ad esempio i provider di servizi, può adottare un codice di condotta, rifiutarsi di ospitare nei propri domini la pedopornografia o collaborare con le hotline.

I giovani possono partecipare attivamente, facendo in modo che anche la loro voce sia ascoltata. Costoro possono entrare a far parte di associazioni giovanili o club, ed anche spronare le loro scuole ad accrescere, nella comunità, il livello di consapevolezza del fenomeno dello sfruttamento sessuale.

Ogni cittadino può contribuire alla presa di coscienza parlando di questo fenomeno ai colleghi ed alle persone che abitualmente frequenta.

Può, inoltre, segnalare alla polizia o alle hotline ogni attività collegata allo sfruttamento sessuale dei bambini a scopi commerciali. Tutti cittadini possono spronare i loro governi ad adottare, rafforzare, adeguare le leggi, nell'intento di proteggere i bambini da questo grave crimine.

Infine puoi sostenere il lavoro di ECPAT Italia, o di ECPAT International, o di altre organizzazioni nella lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini.

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Ecpat fornisce dati numerici sui fenomeni legati allo sfruttamento sessuale dei minori?

Ecpat ha deciso di non rilasciare più dati numerici sull'entità dei fenomeni di cui si occupa, per due motivi:

  1. In primo luogo la difficoltà di rilevazione, da cui dipende l'oggettiva impossibilità di fornire dati o stime accurati e attendibili, vista la natura sommersa del fenomeno.

  2. In secondo luogo, come associazione impegnata in una ormai più che decennale campagna di sensibilizzazione, Ecpat ha deciso di evidenziare maggiormente gli aspetti qualitativi del turismo sessuale che sono i più funzionali alla formazione di awareness nel grande pubblico.

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