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Aiutare i bambini coinvolti nel dramma del turismo sessuale, nel Sud-est asiatico, è stato il primo impegno di ECPAT. Poi, l’estensione del fenomeno e i suoi mutamenti hanno spinto l’organizzazione a lavorare in ogni Paese in cui i bambini fossero a rischio.
ECPAT: l’origine. Agli inizi degli anni ‘90, una ricerca sulla prostituzione minorile in Sri Lanka, Thailandia, Filippine, presentata da un gruppo di esperti a Chiang Mai (Thailandia) e alcuni fatti di cronaca cruenti, con protagonisti bambini asiatici e turisti occidentali, spingono le organizzazioni e la società civile a mobilitarsi. Nasce ECPAT, una campagna per rispondere alla grave emergenza del turismo sessuale con minori nel Sud-est asiatico, un fenomeno poco conosciuto e studiato a quel tempo.
Le prime adesioni e i primi obiettivi. La campagna ECPAT - END CHILD PROTITUTION IN ASIAN TOURISM (Porre fine alla prostituzione infantile nel turismo asiatico), basata sull’articolo 34 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, viene subito accolta da Francia, Germania, Svezia, Norvegia e Svizzera. La principale attività dei gruppi ECPAT all’inizio è quella di promuovere leggi che prevedano il principio della extraterritorialità, cioè la possibilità di giudicare e condannare in patria un cittadino che avesse abusato di un minore all’estero.
Due date da ricordare. A Stoccolma, nel 1996, si danno appuntamento i rappresentanti di 122 Paesi, ECPAT, UNICEF e il Gruppo delle Ong per la Convenzione dei diritti dei Bambini, per il primo Congresso Mondiale Contro lo Sfruttamento Sessuale dei minori. I partecipanti adottano e si impegnano ad attuare una Dichiarazione e un Piano d’Azione per l’infanzia. Nel 1999 la campagna ECPAT assume lo status giuridico di organizzazione non governativa (ONG), con sede a Bangkok e diviene ECPAT International. Seguono la costituzione di nuovi gruppi nazionali e i due Congressi Mondiali: Yokohama – 2001 (Giappone); Rio de Janeiro – 2008 (Brasile)
Una lotta senza confini. Oggi ECPAT è presente in oltre 70 Paesi nel mondo, con 80 gruppi nazionali. Ciò, è si l’effetto della volontà di coinvolgere più Stati possibili nella protezione dei bambini, ma soprattutto la dimostrazione di un fenomeno che, oltre al Sud-est asiatico, coinvolge tante altre zone del mondo. Per questo la sigla ECPAT ha acquisito un significato generico: END CHILD PROSTITUTION, PORNOGRAPHY AND TRAFFICKING IN CHILDREN FOR SEXUAL PURPOSES (Porre fine alla prostituzione minorile e alla pornografia infantile, e al traffico di minori a fini sessuali).
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